A Napoli un fumetto contro la droga
"Coca", un fumetto ideato per i ragazzi delle scuole medie di Napoli e provincia, è stato presentato al Convitto Vittorio Emanuele di piazza Dante da Luisa Cavaliere dell'associazione Filo di Perle, Chiara Cicala, psicologa e referente del Dipartimento Farmacodipendenze dell'Asl 1, Giovanni Zoppoli del Centro territoriale Mammut.
Con loro, lo scrittore Maurizio Braucci e l'insegnante Federica Lucchesini, autori dei testi del fumetto, mentre le tavole in bianco e nero sono state disegnate da Francesca Ghermandi. "Coca" è un progetto dell'assessorato regionale alle Politiche Sociali e dell'Efi, e racconta la storia e la via crucis di Mirko, un ragazzino che odia la scuola e desidera felpe D&G e scooter roboanti. A 16 anni debutta nello scippo, poi abusa di pasticche. Balla e si fa fotografare con i migliori dj, corteggia fanciulle trendy. Poi un giorno finisce nel silenzio di una comunità per minori: li può guarire costruendo statuine in creta e sedie di legno. Ma la coca è in agguato, e lo seduce proponendogli orologi di lusso.
Mirko è sempre più allucinato da se stesso e dalla ricchezza usa e getta. Va in overdose, va in paranoia. Fino ad arrivare allo scontro a fuoco con la polizia. Sopravvive ma a 21 anni torna in cella. È solo, ormai uno schiavo. Anche del crack. Non dell'eroina, che secondo lui è la droga dei miserabili. Lui che tira coca è cool. Figo. Nonostante la sventura la sorte gli riserva un colpo di bontà. C'è qualcuno che è disposto a parlargli, che lo rispetta, lo salva. Un lieto fine che è spesso un'eccezione.
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