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Bambini aggressivi: come arginare il problema

Per aggressività o comportamento aggressivo si intende un particolare stato d’animo caratterizzato da un insieme di azioni dirette a danneggiare se stessi, gli altri o l’ambiente. La disputa se il comportamento aggressivo sia di natura istintuale oppure sia un comportamento che il bambino apprende dall’ambiente che lo circonda è ancora aperta. Alcuni autori, Freud in primis, ritengono infatti che l’istinto aggressivo sia connaturato alla persona, altri invece hanno dimostrato quanto l’ambiente sia in grado di influenzare le reazioni aggressive nel bambino, specialmente quando questo si trova immerso in un contesto che rintraccia nell’atto aggressivo la risoluzione al conflitto.
Perché nasce il comportamento aggressivo
Sembrerebbe che la reazione aggressiva del bambino possa essere vista secondo due diverse ottiche. Da una parte può essere letta come un insieme di comportamenti reattivi a situazioni che il bambino vive come stressanti e frustranti. Un brutto voto a scuola, una sconfitta nel gioco, il rifiuto dei genitori di comprargli un giocattolo possono scatenare nel bambino una reazione di intensa aggressività.
Dall’altra parte il comportamento aggressivo può essere considerato come un modo per affermare il proprio Se, la propria personalità e soprattutto come la modalità privilegiata di comunicare con l’ambiente circostante le proprie esigenze. L’intenso pianto del bambino piccolo, per esempio, che suscita l’accorrere della mamma ha dato i suoi frutti.
Comunque lo si ipotizzi il comportamento aggressivo è dunque parte integrante della nostra esistenza. Ciò che fa la differenza, quello cioè che porta genitori a rappresentarsi questo aspetto come un problema, sono la percezione della frequenza dei comportamenti aggressivi, l’interpretazione che se ne da e le conseguenze che queste azioni possono avere sulla sfera sociale del bambino. Infatti se è normale che il bambino gestisca alcune situazioni per lui difficili in modo aggressivo per farsi capire dagli altri oppure per affermare le proprie esigenze, altrettanto non si può dire quando il bambino reagisca “sempre” in modo aggressivo di fronte alle più diverse situazioni. In questo caso il comportamento aggressivo può nascondere altro: attirare l’attenzione di genitori presi da altro, aumentare un’autostima carente, esprimere un blocco nello sviluppo evolutivo che non riesce a trovare forme di espressione più mature, rappresentare attraverso la rabbia la tensione familiare.
Che cosa fare con un bambino aggressivo
Date voce al suo disappunto: se vostro figlio è arrabbiato, date voce alla sua rabbia: “So che sei arrabbiato”. Cercate cioè di fargli intuire che capite quello che prova.
Suggeritegli dei modi di sfogarsi più accettabili: incoraggiatelo a rivolgersi a voi quando è arrabbiato ed ad esprimere a parole la sua rabbia.
Proponetegli modi diversi per ottenere ciò che vuole: insegnategli a discutere, a saper aspettare il proprio turno nei giochi con i coetanei o a scambiarsi i giochi con gli altri bambini.
Non utilizzate voi stessi maniere forti per educare i vostri figli: di fronte all’aggressività di vostro figlio evitate tutte le punizioni fisiche. Usate sistemi diversi, come il castigo per esempio.
Lodatelo quando ha comportamenti non aggressivi: è importante che il bambino comprenda che la gestione dei problemi senza il ricorso ad atti aggressivi è per voi e per chi lo circonda meritoria di lodi.
Cercate di capire cosa si nasconde dietro le esplosioni aggressive: sarà essenziale comprendere se vostro figlio stia agendo con i suoi comportamenti aggressivi la rabbia connessa alla tensione esistente all’interno dell’ambito familiare oppure se questi gli permettono di affermare il suo “sé” e le sue esigenze più profonde.
Ilaria Ronchetti, psicologo

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