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Come risolvere le fobie dei bambini

Le fobie sono paure ingiustificate di un oggetto o di una situazione, il contatto con i quali determina nelle persone un’intensa reazione d’angoscia. Il soggetto, sia esso un adulto od un bambino, tende ad utilizzare diverse strategie difensive, tra cui spiccano i comportamenti di evitamento e l’uso di un oggetto controfobico. Per quanto riguarda i primi, assistiamo ad una serie di comportamenti tesi a non entrare in contatto con l’oggetto che crea ansia. All’oggetto controfobico viene invece attribuito il potere di scacciare l’angoscia creata dalla situazione ansiogena.

La distinzione tra paura e fobia è comunque molto difficile ed in essa intervengono sia lo stadio di maturazione del bambino, che l’esperienza vissuta, l’educazione ed il livello di sviluppo intellettivo raggiunto. La fobia si costituisce quando la paura invade l’Io del bambino, ostacolando le sue capacità adattive ed evolutive. Il bambino si sente inerme, non in grado di reagire alla situazione che ha creato ansia e non riesce a trovare nell’ambiente un valido aiuto contro questo sentimento negativo.
Le fobie vengono di solito raggruppate in 6 categorie a seconda di quale sia la causa ad esse ascritta.
Animali: serpenti, ragni, uccelli, topi, gatti e cani. Di solito si tratta di fobie che non interferiscono molto con la vita di chi ne soffre.
Ambiente naturale: lampi, tuoni, vento e oscurità possono essere oggetto di fobia, costringendo chi ne soffre a restare in casa per non entrare in contatto con essi.
Persone: la paura dell’estraneo è la prima paura in assoluto nel bambino, comparendo all’età di 8 mesi. Tale timore può essere spostato su altre figure, per esempio sul medico. Dietro questo timore si nasconde quasi sempre la paura di essere abbandonati.
Personaggi mitici: mostro, fantasma, orco. Alcune di queste figure immaginarie possono essere indotte dagli stessi genitori. Si pensi al famoso “Uomo Nero” a cui milioni di genitori hanno fatto appello nei momenti dei capricci dei loro figli.
Paura della malattia: paura della sporcizia, dei microbi etc., a queste paure seguono di solito dei rituali per scaricare l’ansia (lavarsi le mani molto spesso, toccare le cose con estrema cautela….)
Scuola: la fobia della scuola si osserva in bambini che, per motivi irrazionali, rifiutano di andare a scuola e quando si tenta di costringerveli si oppongono con vivissime reazioni di ansia e panico, accompagnate da vomito, diarrea e pianti disperati. Tale fobia può rintracciare le sue basi nell’angoscia del bambino di separarsi dalla famiglia, in particolare dalla mamma, a cui teme possa accadere qualcosa durante la sua assenza.

Come aiutare i più piccoli
Nella maggior parte dei casi, verso i 7-8 anni, le fobie si attenuano o scompaiono del tutto, o almeno così sembra. Sembra comunque indiscutibile il fatto che l’atteggiamento dell’ambiente circostante ricopre un ruolo preponderante nella fissazione o meno di queste condotte. A volte infatti la famiglia sottovaluta queste paure del bambino, e pensando che il contatto diretto con la situazione fobica sia il modo migliore per combattere la paura, cerca di farlo entrare in contatto proprio con l’oggetto fobico, sia esso un animale (cane, ragni…) od una situazione (una stanza completamente buia od una situazione di solitudine). Non sempre questa è la soluzione migliore. Se a volte il contatto diretto, ma graduale, con gli oggetti fobici può aprire gli occhi al bambino sul fatto che non c’è nulla di cui avere paura, in altri casi lo stress può essere talmente grande da sfociare in una vera e propria crisi di panico. Al solito consigliamo il dialogo con i propri bambini, per cercare di capire cosa si nasconde in realtà dietro queste paure, aiutandoli ad entrare in contatto con le loro fobie e cercando di non assumere mai un atteggiamento di rimprovero o di ridicolizzazione dei vissuti dei vostri figli.


07-04-2004
Ilaria Ronchetti
Psicologo

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