Damayanti, la ragazza che sapeva amare
Nala e Damayanti - Fiaba Indiana
Viveva nell’India centrale un giovane re il cui nome era Nala. In un regno vicino viveva il re Bima la cui figlia, Damayanti, era considerata la più bella fanciulla del mondo. Nala era bello e pieno d’ingegno, ed era stato perfettamente istruito nelle sessantaquattro arti e scienze che i re devono conoscere. In particolare aveva una dote: sapeva guidare i cavalli come nessuno altro auriga; e un difetto: se si metteva a giocare ai dadi, nessuno riusciva a strapparlo dal tavolo. Per questo aveva giurato di non giocare mai. Un giorno, mentre cacciava nel parco, vide dei cigni bellissimi ed ebbe il desiderio di afferrarne uno. Ma il cigno gli disse:
- Lasciami in libertà, ed io andrò a cantare le tue lodi dinanzi alla bella Damayanti.
Nala lo lasciò andare e il cigno si recò con i suoi compagni alla reggia del re Bima e disse a Damayanti:
- Nel regno di Nìsada v’è il re Nala bello come un dio, e tu, che sei la più bella fra le donne, dovresti sposarlo.
Così Damayanti s’innamorò di Nala, sebbene non l’avesse mai veduto; e in egual tempo anche Nala s’innamorò di Damayanti. In quel tempo il re Bima stabilì il giorno in cui tutti i principi che aspiravano alla mano di Damayanti dovevano venire alla sua corte perché la principessa facesse la sua scelta secondo l’uso. E, siccome Damayanti era la più bella fra le mortali, furono inviati anche gli dei perché non pochi di essi desideravano sposarla. Quattro dei, Indra, il dio della tempesta, Veruna, dio del mare, Agni, dio del fuoco, e Iama, dio della morte, volevamo Damayanti come loro sposa; e così pure un malvagio demonio: Kali. Questi però non fu invitato. Il giorno stabilito per la cerimonia, la corte di Bima era affollata di re, di principi e di dei. A un certo momento apparve Damayanti, bellissima, la quale aveva nelle mani la ghirlanda con cui incoronare lo sposo prescelto: aveva già visto Nala dalla finestra, quando egli era giunti sul suo cocchio, e lo cercava ora con gli occhi. Ma ad un tratto si fermò perplessa: dianzi a lei vedeva cinque re identici ognuno dei quali aveva le fattezze di Nala: i quattro dei, infatti, ne avevano assunto l’aspetto per essere prescelti dalla fanciulla. Solo una differenza vi era tra loro il vero Nala: questi gettava la propria ombra sul suolo, mentre gli dei non avevano ombra. L’astuta Damayanti se ne accorse e subito lanciò al mortale la sua ghirlanda. - Nala – disse, - mi sono votata a te, abbi dunque il mio amore.
Così furono celebrate le nozze e Damayanti partì col suo sposo verso la reggia di lui. Quando il demone Kali seppe com’erano andate le cose, fu preso da una terribile furia e decise di vendicarsi. Per dodici anni egli spiò Nala, il quale, finalmente, nel celebrare i sacrifici, commise una lieve negligenza, e quando bastò perché il demone potesse impadronirsi di lui. Subito gli ispirò l’antica passione del giuoco e Nala, quasi senza averne conoscenza, invitò il proprio fratello a giocare ai dadi con lui. Il giuoco durò giorni e mesi; Nala perse ad uno ad uno tutti i suoi tesori, i suoi palazzi e infine lo stesso suo regno. Solo quando il fratello lo invitò a giocare la dolce sposa, Damayanti, il re si riscosse sdegnato e con lei partì abbandonando il regno. Vagarono a lungo nella foresta; Damayanti cercava invano di consolare il suo sposo. Infine capanna abbandonata e vi entrarono per riposarsi. Durante la notte, Kali entrò ancora in Nala e lo indusse a fuggire abbandonando la moglie per non costringerla a seguire il suo triste destino di esule. Damayanti, quando si svegliò, si trovò sola. Andò errando senza che gli animali della foresta le facessero alcun male, finché giunse a un eremitaggio. Santi uomini che lo abitavano la consolarono assicurandole che un giorno sarebbe stata riunita al suo signore; poi scomparvero dalla sua vita. Ma tornarono ogni tanto a lei per assisterla e portarle notizie del marito. Dopo molte sofferenze, Damayanti giunse nelle terre della regina Sùbau che l’accolse benevolmente e le assegnò un bell’eremitaggio dove la sventurata potè dimorare in pace, confortare ogni tanto dai santi eremiti che venivano a trovarla. Nala, frattanto, vagava nella foresta finché non incontrò un serpente circondato da un fuoco.
- Salvami, Nala. – gridò il serpente.
Nala accorse e lo trasse in salvo. Allora il serpente lo morse leggermente e subito Nala cambiò aspetto e fu strasformato in un gobbo.
- Questo è per il tuo bene, - aggiunse il serpente, - perché ora che hai cambiato aspetto il demone che ti possedeva non potrà rientrare in te. Và dal re Rituparna, che ha il regno qui vicino, e mettiti al suo servizio come auriga: verrà il cui ritroverai Damayanti e, se scambierai quello che hai di meglio con quello che Rituparna ha di meglio, riavrai anche il tuo regno. Quando vorrai riprendere il tuo aspetto, indossa questa tunica.
Il serpente gli consegnò la magica tunica e scomparve. Nala si recò da re Rituparna e divenne il suo auriga, come il serpente aveva detto. Accadde intanto che il re Bima, padre di Damayanti, mando messaggeri alla ricerca della figlia; questi la trovarono e la riportarono nel regno paterno. Da quel momento Damayanti non ebbe altra idea che quella di rintracciare il marito, e mandò intorno molti messaggeri i quali dovevano chiedere a tutti:
- Dove sei andato, o giocatore che lasciasti tua moglie nella foresta? - E, se qualcuno avesse risposto, essi dovevano subito darne notizia a Damayanti. I messaggeri giunsero nel regno di Rituparna e rivolsero la domanda all’auriga gobbo. Questi rispose:
- Grande è la bontà della donna che, abbandonata dal marito nella foresta, lo ha perdonato e ha mandato in cerca di lui.
Furono riportate queste parole a Damayanti, ed essa fu sicura che colui che aveva così risposto doveva essere suo marito. Allora mandò messaggeri a Rituparna per annunziargli che Damayanti aveva deciso di prendere un nuovo marito e che la cerimonia della scelta sarebbe avvenuta il giorno dopo. Pensava infatti che solo Nala sarebbe stato capace di condurre un cocchio dal regno di Rituparna a quello di Bima in un sol giorno. Il re Rituparna, appena ricevuto il messaggio, chiamò il suo auriga e gli ordinò di attaccare i cavalli al cocchio perché dovevano essere il giorno dopo alla corte del re Bima. Nala guidò come il vento e in un solo giorno riuscì a compiere il percorso; ma Damayanti, che dalla finestra vide il carro entrare nella corte della reggia, fu molto stupita di non scorgere Nala. Fece allora interrogare l’auriga, ma egli rispose:
- Solo Nala sa Nala sa dov’è Nala e non lo dichiarerà.
Questa singolare risposta fece pensare a Damayanti che l’auriga doveva sapere molto di più, e allora ordinò che fossero presentati a lui i due figli avuti da Nala, che ella aveva messo in salvo quando il marito aveva perso il regno. Nala, vedendoli, scoppiò in lacrime, ma non volle ancora rivelarsi. Solo quando fu portato dinanzi alla stessa Damayanti ammise di essere Nala, e raccontò alla moglie che tutto era avvenuto per la malefica influenza del demone Kali, che si era impadronito di lui. Poi indossò la magica veste e riprese il suo aspetto. Rituparna, quando seppe quello che era avvenuto, fu molto spiacente, perché avrebbe sposato molto volentieri Damayanti, ma, essendosi anche molto affezionato al suo auriga, fu felice della sua buona fortuna. Solo gli dispiaceva di non poter più disporre di un auriga così esperto. Ora bisognava sapere che Rituparna era abilissimo nel giuoco dei dadi, così abile che nessuno era mai riuscito a vincerlo; e Nala si ricordò delle parole del serpente che lo invitavano a scambiare con Rituparna quello che ognuno di loro aveva di meglio. Propose allora al re di cedergli la sua abilità nel guidare il cocchio in cambio della sua abilità nel giuoco dei dadi, e Rituparna accettò subito. Poté così tornare nel suo regno guidando il proprio cocchio come il vento. Da parte sua, Nala andò da suo fratello e gli propose di riprendere la partita interrotta tanto tempo prima. Così potè riavere il suo regno, e vi regnò felice per molti anni accanto a Damayanti, che non cessò mai di amarlo. Questa fiaba di Nala e Damayanti, che ha ispirato molti poeti indiani ed è celebre in tutta l’India.
Pagine correlate racconto
Commenti e opinioni
Scrivi
il tuo commento sulla pagina
'Damayanti, la ragazza che sapeva amare '
Contatti
Per contattare la redazione del sito Letteratura1 scrivere all'indirizzo email barz80@libero.it
Link e bibliografia
Link utili per approfondire il tema racconto racconti world
Segnala un sito/link di approfondimento
|
|