Dickens e le fiabe
«Cappuccetto Rosso fu il mio primo amore. Sentivo che se avessi potuto sposare Cappuccetto Rosso avrei conosciuto la perfetta felicità.» Quest’affermazione di Charles Dickens indica che, come innumerevoli migliaia di bambini di tutto il mondo in tutte le epoche, fu estasiato dalle fiabe. Anche quando ebbe raggiunto una fama mondiale, Dickens riconobbe il profondo formativo che i personaggi e gli eventi meravigliosi delle fiabe avevano avuto su di lui e sul suo genio creativo.
Egli espresse più volte disprezzo per coloro che, motivati da una razionalità sterile e meschina, insistettero nel razionalizzare, espurgare o mettere al bando queste storie, privando così i bambini degli importanti contributi che le fiabe potevano offrire alle loro vite. Dickens comprese che la ricchezza di immagini delle fiabe aiuta i bambini meglio di qualunque altra cosa nel loro più difficile eppure più importante e soddisfacente compito: quello di raggiungere una coscienza più matura per civilizzare le pressioni caotiche del loro inconscio.
Per le considerazioni di Dickens circa Cappuccetto Rosso e le sue opinioni sulle fiabe, vedi di Angus Wilson, The world of Charles Dickens, Secker and Warburg, Londra, 1970
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