Disney e la propaganda filoamericana Tutto ha avuto inizio in un vecchio cartoon della Disney, mai andato in onda ma pubblicato in un DVD sulle rarità Disneyane, in cui Paperino veste i panni di un soldato nazista con tanto di svastiche e inni del fuhrer.
Paperino si sveglia, si infila la divisa nazi, fa colazione prendendo del pane da una cassaforte nascosta da un quadro di Hitler e, succube di mille avversità per mano degli ufficiali tedeschi, va a lavoro dove monta ordigni in una catena di montaggio.
Si tratta sì di un filmato propagandistico, ma nei confronti della Madrepatria USA. Paperino infatti alla fine si sveglia, era solo un brutto sogno. Guarda la finestra e vede brillare la statuetta delle libertà che tiene sul comodino in un tripudio di stelle e strisce. La prende, la bacia e la abbraccia con amore. The End.
Ma secondo un libro argentino, negli ultimi 15 anni la propaganda della Disney nei confronti degli USA è continuata in maniera sempre più sfacciata. Non è un caso, secondo l'autrice del libro, che durante il governo Bush sia stato prodotto Aladdin, reo di aver dipinto il mondo arabo a tinte fosche e pregiudizievoli. Mulan invece, uscito nelle sale qualche anno dopo, sarebbe stato uno sponsor per i rapporti con la Cina. Anastasia, infine, rappresenterebbe attraverso Rasputin e il suo alleato diabolico, il pericolo di un ritorno al Comunismo da parte della Russia
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