Edipo, il simbolo della dualità umana Colui che secondo il mito ellenico è destinato a risolvere l'enigma della Sfinge/Lucifero è un personaggio dal nome nient'affatto casuale: Edipo, l'uomo "dai piedi forati". Come spiega Steiner il nome stesso contiene un significato spirituale ben preciso, ma partiamo con ordine: Edipo è il figlio di Laio al quale l'oracolo preannuncia che il bimbo avrebbe condannato alla sventura tutta la sua stirpe: Laio, come per contrassegnarlo, fora i piedi del neonato e lo abbandona, affidandolo alla Sorte. La prima cosa da notare è che nel personaggio Edipo si parte da una maledizione insita nella famiglia, "di sangue", come se il personaggio partisse da una situazione negativa e legata all'antico mondo dei clan, del gruppo e delle famiglie, e fosse poi abbandonato per vivere "individualmente" ma con un particolare che si porterà dietro per tutta la vita: i piedi deformi a causa dei fori paterni. Non è un simbolo di poco conto e non a caso il nome stesso del protagonista si basa su questo particolare: la comprensione di questo enigma è però del tutto spirituale; Steiner spiega che la tendenza al Materialismo provoca una sorta di appassimento del corpo eterico umano che, a sua volta, porta il corpo fisico ad asciugarsi e a contrarsi. Se tale solidificazione arrivasse al culmine, "gli uomini avrebbero piedi di corno, zoccoli cornei, al posto dei piedi di un essere umano normale." Questo spigherebbe molte cose, tra cui le leggende legate al legame capra-diavolo, l'immagine stessa con cui è stato rappresentato Satana ( e quindi Mefistofele) e che in Grecia troviamo invece ben nitido nel mito dei Satiri e di altri esseri mitologici affini.
Edipo quindi, pur nascendo in un contesto ben preciso di legame di stirpe, di famiglia e di sangue abbastanza consueto in quei tempi, sviluppa le sue vicende scollegato da esse, in un passaggio che in termini antroposofici definiremmo da un mondo antico-familiare-luciferico a quello moderno- individuale-arimanico. La forza arimanica porta ai piedi di capra e in un tal corpo sviluppa al massimo la propria energia.
Allevato dai pastori il destino lo porta poi ad affrontare prima la terribile Sfinge con, come unica arma a disposizione, la propria intelligenza: la Sfinge porge ad Edipo la possibilità di salvarsi nel caso in cui egli, per primo, riuscisse a rispondere al fatidico indovinello: "Quale essere cammina al mattino su quattro zampe, su due a mezzogiorno e su tre alla sera ed è tanto più debole quante più zampe ha?" Edipo risponde esattamente e la risposta è essa stessa simbolica e significativa: l'uomo. Successivamente affronterà suo malgrado la vicenda del parricidio e del rapporto carnale con la madre, da cui Freud prenderà spunto per le note teorie psicoanalitiche da lui ideate.
Edipo alla fine viene ad essere assunto come un simbolo ben maggiore di quanto lo stesso Freud si potesse immaginare: Edipo è il simbolo stesso del sorgere dell'uomo moderno, arimanizzato, che sconfigge con le forze di un intelletto fino ad allora sconosciuto le forze Luciferiche impersonate dalla Sfinge, legate al passato, agli enigmi, al mondo esoterico,
APOLLO ED ERMES
La contrapposizione tra Pensiero Razionale e Pensiero Ermetico non è solo una nostra astrazione, né una conclusione a cui siamo arrivati solo in tempi moderni; già gli antichi Greci, infatti, avevano cercato di mettere in luce tale antitesi creando quel dualismo che, come ricorda Pietro Citati in "La luce della notte" (ed. Mondatori, 1996) si sintetizza nella contrapposizione tra le due grandi divinità Apollo ed Ermes: Apollo nacque nello splendore di una giornata di sole festeggiato dalle dee; Ermes nacque di notte in una buia grotta tra i monti boscosi dell'Arcadia mentre non solo gli uomini ma gli dei stessi dormivano. Apollo è potatore di luce ma, secondo Omero, Ermes inventò il fuoco. Apollo era il dio nobile e tragico, incuteva spavento e venerazione, era immune dalla menzogna: chiaro, puro e semplice, armonia ed intelligenza allo stato puro. Ermes come il mercurio appariva sotto ogni forma, era sempre mutevole, enigmatico, amava le menzogne e gli inganni. Apollo era la legge, Ermes l'imprevisto.
Avevano in comune le due divinità la Poesia e quindi lo strumento della cetra, ma Apollo la ricevette in dono mentre Ermes la inventò letteralmente. La poesia apollinea era meravigliosa, quella ermetica incantevole. Citati, in tale contrapposizione che rafforza e supera la dualità Apollinea e Dionisiaca di niezstchiana memoria, vede l'apparire di una vera e propria dualità spirituale che il mondo greco ha mitizzato e non solo una trasposizione figurata della lotta psicologica interiore tra razionalità e volontà che ognuno di noi vive.
A questa antitesi non solo psicologica ma realmente spirituale sembra far cenno proprio la contrapposizione tra Edipo e la Sfinge: Edipo apollineo, armato di pensiero si contrappone alla sfinge mostro-ermetico e dalle tante forme, Arimane contro Lucifero, ragione contro enigma, e questo scontro decide e sintetizza il percorso dell'uomo occidentale fino ai nostri giorni. Dice a proposito Steiner: "In modo che l'Io potesse essere fortificato, era necessario che Arimane-Mefistofele entrasse in Edipo--il tipico rappresentante dei greci".
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