Il funzionalismo
Il funzionalismo, che si sviluppò soprattutto in nord-america, ebbe il suo riferimento principale in William James, che ne pose le basi teoriche con la pubblicazione del suo celeberrimo volume "Principles of Psychology" (1890), e ne rimase il principale ispiratore fino alla morte.
Egli partiva dalla definizione dei processi mentali considerati in primo luogo nella loro tensione verso un fine, uno scopo, ai fini dell’adattamento all’ambiente; e in secondo luogo considerandoli nella loro dinamica continua, per cui il pensiero è sempre in cambiamento e non è scindibile in elementi separati, come era invece considerato dagli Strutturalisti. L’idea di "flusso di pensiero" o "flusso di coscienza" ("stream of consciousness") fu un'importante nozione anti-strutturalistica; secondo i funzionalisti, i processi di coscienza non possono essere scissi e considerati in maniera "atomistica", ma solo come una dinamica unitarietà.
Le sfere o strati, pur raggruppando complessi di attività e di contenuti con diversi gradi di coscienza in una integrazione sintetica, hanno proprietà impersonali, che servono solo per lo studio di modalità generali dell'attività psichica. Con ciò però non si esaurisce la psicologia. Accanto all'analisi dei singoli elementi dell'attività mentale, lo studio psicologico dell'individuo in quella sua totalità che lo caratterizza come singolo tipo. Questa branca della psicologia, denominata "tipologia", studia le caratteristiche dei singoli individui da vari punti di vista; nelle loro qualità intellettive e affettivo-volitive.
In questi concetti generali dell'attività psichica si usano le seguenti distinzioni:
* contenuti psichici o di coscienza: l'elemento che è oggetto in un determinato istante di una funzione;
* funzioni psichiche: modalità specifiche dell'attività cosciente indipendentemente dal loro contenuto;
* meccanismi psichici: modalità specifiche dell'attività dell'inconscio;
* sfere o strati: insieme di funzioni e meccanismi ravvicinabili in un piano (per es. sfera affettiva, conoscitiva, ecc.);
* tipo psicologico: l'insieme di caratteristiche individuali intellettive e affettivo-volitive che può schematizzarsi in un modello astratto (personalità).
Nell’ambito funzionalista spiccavano alcuni temi di ricerca assenti o secondari in quello strutturalista: l’apprendimento, la motivazione, le differenze individuali, la psicologia evolutiva e le sue applicazioni nel campo dell’educazione, la psicologia animale. Per certi aspetti, si può considerare l'approccio funzionalista come un lontano precursore del cognitivismo.
Il paradigma funzionalista fu poi articolato, ed esteso anche in ambito sociale e culturale, da George Herbert Mead. Sviluppatasi nel primo novecento, tra pragmatismo e funzionalismo, la teoria di G.H.Mead poneva in primo piano il ruolo dei fattori sociali nello sviluppo dei processi psichici, sicché fu denominata comportamentismo sociale. In Mead è centrale la tematica del Sé, di cui aveva già trattato ampiamente William James. Il Sé è spiegato nella sua genesi dalle interazioni sociali, in quanto la mente presuppone sempre un contesto sociale per potersi articolare.
In ambito funzionalista, lo psicologo dell'apprendimento Thorndike affrontò il problema dell’apprendimento attraverso esperimenti condotti su animali. L’apprendimento era regolato da 2 leggi: la legge dell’esercizio, per cui l’apprendimento migliorava con l’esercizio e la ripetizione delle prove; e la legge dell’effetto, per cui l’apprendimento si sviluppava in funzione degli effetti (piacere, soddisfazione di un bisogno) conseguenti a un determinato movimento dell’animale. Thorndike fu inoltre il primo a formulare chiaramente una teoria connessionistica dell’apprendimento: apprendere è connettere e la mente è un sistema di connessioni tra situazioni-stimolo e risposte. Queste connessioni vengono descritte come processi che si verificano a livello sinaptico. Le ricerche sull’apprendimento animale sono alla base degli studi che Thorndike fece nel campo della psicopedagogia.
In Europa il funzionalismo ebbe una certa diffusione grazie soprattutto all’opera di Claparéde, che focalizzò il suo interesse sullo sviluppo psichico infantile e sui problemi psicopedagogici.
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