Il giornalino di Gian Burrasca è un romanzo ambientato in Toscana scritto da Vamba, (pseudonimo di Luigi Bertelli) nel 1907 e pubblicato nel 1920.
Fonte (non dichiarata) dell'opera è A Bad Boy's Diary (1880) dell'americana Metta Victoria Fuller (1831-1885).
Inizialmente pubblicato a puntate sul Giornalino della Domenica tra il 1907 e il 1908, il libro è scritto in forma di diario: il diario di Giannino Stoppani, detto Gian Burrasca.
Questo soprannome, che la famiglia gli dà a causa del suo comportamento molto irrequieto, è divenuto proverbiale per indicare un ragazzino indisciplinato.
Unico figlio maschio del ricco commerciante Stoppani, che ha anche altre tre figlie, Giannino di marachelle ne combina davvero tante: fa scappare i fidanzati delle sue sorelle, rompe vasi di fiori, allaga la casa, strappa l'unico dente dalla bocca di Zio Venanzio, dipinge di rosso il cane della Zia Bettina, tira l'allarme di un treno...
Alla fine i genitori decidono di mandarlo in collegio. Anche qui, tuttavia, riuscirà a combinarne di tutti i colori, ottenendo anche di sostituire, con una ribellione di tutti i collegiali, la solita minestra di riso con la pappa col pomodoro.
fonte wikipedia.it
L'azione si svolge nel primo decennio del 1900.
Nel 1964 Lina Wertmuller dirige una serie televisiva in otto puntate, trasmessa dalla RAI, in prima serata, nel 1965 e replicato nel 1973 e nel 1982.
Superlativa protagonista nel ruolo dello scatenato Giannino Stoppani era Rita Pavone.
Le scene e costumi erano di Piero Tosi. Le musiche erano di Nino Rota. Tra queste famosissima è stata la canzone Viva la pappa col pomodoro.