Il pensiero pedagogico di Makarenko
Il pensiero di Makarenko si basa sulla ideologia marxista-leninista presente in Unione Sovietica dopo il 1917, anno della rivoluzione di Ottobre.
Lo scopo dell'educazione è quello di produrre un buon cittadino comunista.
La concezione pedagogica è di tipo direttivo, a differenza di Alexander Sutherland Neill, in quanto un'educazione non direttiva avrebbe portato all'individualità, tipica della società borghese.
Makerenko aderisce pienamente al centralismo democratico di Lenin, è convinto che la fase della dittatura del proletariato durerà a lungo, per cui l'educazione ha la finalità di formare un individuo comunista e lavoratore senza che lo stesso sviluppi una propria personalità individuale.
Le sue idee sul collettivo e sulla disciplina costituiscono l'antitesi della pedagogia della spontaneità individuale, così come l'uomo nuovo sovietico è l'antitesi del vecchio individuo borghese.
Molta importanza ha la disciplina, intesa come esigenza senza teoria. In un primo momento è giusto infatti imporre le regole della comunità ai nuovi arrivati, che sono poco inclini a seguire regole collettive. In un secondo momento è giusto invece spiegare il perché di una regola e di un'imposizione, quando però la persona è in grado di capire le motivazioni.
Il suo fine educativo è quello di un individuo al servizio della politica e della società comunista. I pensieri individuali e collettivi devono coincidere tra loro.
I fini dell'educazione sono sociali.
Nel quadro del nuovo stato comunista l'uomo sovietico deve inserirsi pienamente nella società, attraverso il lavoro, l'impegno politico e il sostegno delle ideologie socialiste.
Formazione politica e lavoro produttivo sono i due pilastri della nuova pedagogia.
L'uomo può dare risultati positivi dal proprio lavoro solo se educato politicamente e moralmente a partecipare alla vita sociale e politica.
La metodologia del collettivo
Soggetto dell'educazione non è l'uomo singolo ma il collettivo.
L'individuo deve armonizzare i propri interessi ed esigenze con l'interesse generale della collettività, la quale è a sua volta tenuta a considerare le esigenze individuali.
Esistono due tipi di collettivi:
Collettivo generale
si tratta di una struttura unitaria e organica, un soggetto collettivo non solo una somma di persone. Makarenko la definisce anche come una struttura totalizzante perché in essa si sviluppano tutte le forme di vita del soggetto.
Collettivo di base
trattasi di una autoarticolazione interna del collettivo generale. Nasce da esigenze funzionali e pedagogiche.
Nel Collettivo di base o reparto gli individui sono legati tra loro dal lavoro, amicizie, dalla vita in comune e dall'ideologia.
Makarenko indica quelli che sono i metodi di formazione di un collettivo di base affinché questo sia più vicino al collettivo generale.
In una scuola un collettivo di base non deve essere formato da ragazzi della stessa età, le classi devono essere aperte, cioè formate da ragazzi di differente età. In questo modo si evitano chiusure di gruppo tipiche dei coetanei a favore di un'organizzazione più complessa e funzionale con il risultato di cementare la forza del collettivo generale.
Lavoro e scuola
Nelle sue comunità la vita comunitaria è divisa tra studio e lavoro. È importante che la scuola sia laica ed aperta a tutti e che insegni una professione agli adolescenti disadattati che accoglie. Nella comunità di Makarenko i ragazzi dividono la giornata tra lavoro e studio, 4 ore di studio e 4 ore di lavoro produttivo.
Scuola e lavoro rappresentano due realtà distinte, in quanto hanno logiche e fini differenti. La scuola è finalizzata all'istruzione, il lavoro è finalizzato alla conoscenza degli schemi produttivi.
Il lavoro non è solo strumento pedagogico, ma è competitivo come in una normale fabbrica. La comunità è divisa in reparti fissi (i falegnami, ecc.) o misti e stagionali (coloro che mettono in atto la semina). L'assemblea generale discute le regole ed applica sanzioni.
Opere principali
Pedagogia scolastica sovietica
Poema pedagogico
Bandiere sulle torri
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