Il significato degli Anelli
Le fiabe sono piene di anelli magici, che fanno volare, fanno sparire, fanno diventare grandi o piccoli, fanno apparire cose o persone, danno la preveggenza. Il più celebre al mondo è naturalmente il protagonista del romanzo di Tolkien.
L’Anello è un cerchio (da anus, dim, anulus in lat.), o meglio un toro o una sezione di cilindro, di spessore e altezza variabili, composto di tutti i materiali possibili, vegetali, minerali e perfino animali, e viene generalmente portato al dito. Ma assume un significato assai diverso a seconda del dito che lo accoglie: l'anullare è il dito dedicato al sole e ad Apollo,l'indice a Giove; il mignolo ospiterà pietre mercuriali, il pollice quelle veneree e così via.
Alcuni anelli dell’antichità sono diventati celebri:
quelli che i cartaginesi, secondo Aristotele conferivano ai comandanti che avevano ottenuto molte vittorie; quello famosissimo dei Nibelunghi, a cui era associata una maledizione terribile o una possibile benedizione; quello che Prometeo, dopo esser stato liberato da Eracle, fu costretto a portare perennemente come segno di obbedienza permanente a Zeus.
La magia degli anelli si collega anche al più grande degli anelli conosciuti dall'uomo, lo zodiaco: l’eclittica celeste, dove ruotano le stelle che orientano i destini dell’uomo.
A tale magico anello si affianca il celebre mito dell’Ouroburos, caratteristico di una visione “ciclica” del tempo e delle ere, e che contrassegna buona parte delle cosmogonie primordiali. Per cui il serpente di Ajon, o quello che avvolge tante altre sconcertanti divinità primordiali in uno o più anelli è sempre intimamente connesso alla successione delle ere.
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