Il simbolico mistero della foresta.
Spesso, l'eroe o l'eroina della fiaba, vengono a trovarsi in un bosco cupo e selvaggio, ed è qui che comincia la loro reclusione o la loro avventura prende forza motrice. Questo bosco non viene mai descritto nei particolari: è buio, terribile, misterioso, convenzionale ma assai verosimile. Esso rappresenterebbe quelle zone oscure e misteriose della nostra realtà istintuale, nelle quali il nostro Io deve sprofondare per poter iniziare quella fase di crescita e livellamento dell'Es e delle pulsioni istintive e irrazionali che ci legano ancora a una vita incompleta e immatura.
Il rito d'iniziazione avviene sempre proprio nella foresta. È questa la caratteristica costante e immutabile del rito in tutto il mondo. Quando non c'è il bosco, gli adolescenti vengono portati nella macchia. Si può credere che se l'uomo fosse cresciuto in un pianeta dalle caratteristiche geofisiche completamente diverse, e il rito di iniziazione avesse avuto luogo in altri luoghi con diverse conformazioni geologiche, allora le fiabe avrebbero avuto un'altra tipologia di luogo di smarrimento. Ma questa è solo una teoria e ci si sta spingendo troppo oltre.
Il bosco, nella fiaba, svolge in linea di massima il ruolo di ostacolo che impedisce il cammino.
È da notare che l'età alla quale i fanciulli venivano sottoposti alla cerimonia di iniziazione non era sempre la stessa ma c'era una tendenza a celebrare questo rito prima che gli adolescenti avessero raggiunta la maturità sessuale:
Quando si giungeva al momento decisivo, in un modo o nell'altro, i bambini venivano portati nella foresta al cospetto di un essere misterioso che incuteva loro paura. […]
Quando i bambini vengono portati nel bosco da qualcuno questo è sempre il padre o il fratello. La madre non può farlo perché il posto nel quale si svolge il rito è vietato alle donne. […] Dobbiamo immaginare che non sempre i bambini erano accompagnati fino al luogo sacro; talvolta venivano lasciati soli e dovevano trovare la capanna da sé. Sappiamo che nella fiaba i bambini sperduti e abbandonati nel bosco si arrampicano […]
Il cammino dell'iniziando era un cammino verso la morte. I neofiti venivano agghindati, dipinti e vestiti in modo particolare, […] abbiamo cioè un quadro di lutto tipico dell'età primitiva.
Da questa descrizione traiamo la convinzione che il rapimento è avvertito da una parte della popolazione, e in particolare dai neofiti, come una sciagura. […] Anche se l'atto viene immaginato come ostile si tratta sempre di un rito voluto dalla comunità. [...] Ma successivamente, quando il rito andò estinguendosi si rese necessario il mutamento dell'opinione pubblica. I benefici acquisiti con l'atto dell'iniziazione risultarono incomprensibili e l'opinione pubblica si vide costretta a mutare e condannare questo rito pauroso. Questo momento è appunto il momento della nascita del soggetto. La fiaba non poteva sorgere fino a che il rito restava qualcosa di vitale. V.Propp
Nella fiaba, il rapimento dei bambini o l'andare nel bosco è sempre un atto ostile anche se, poi, per colui che è stato scacciato o portato via la situazione si evolve nel migliore dei modi.
Poteva succedere altresì che non fosse il padre a portare i neofiti nel bosco, ma che essi venissero rapiti da esseri paurosi, che altro non erano che uomini mascherati da animali o da uccelli. La paura che suscitavano questi esseri e queste cerimonie che li riguardavano era tanto grande che perdurò a lungo anche dopo l'avvento del cristianesimo e la trasformazione di questi riti. Secondo Webster, «La paura di questi esseri venne usata come mezzo educativo». «Invece di ricorrere a punizioni corporali la madre della tribù Navajo minacciava il bambino disubbidiente preannunciandogli la vendetta delle maschere».
Questa paura e queste minacce sono sopravvissute per secoli e sussistono tuttora.
«A coloro che si chiedono qual è il significato di queste atrocità gli studiosi rispondono che queste azioni dovevano assuefare alla più assoluta obbedienza nei confronti degli anziani, che con questa cerimonia venivano forgiati i futuri guerrieri, ecc.» (V.Propp)
Inoltre, le minacce e le percosse subite dagli iniziati, servivano anche a far perdere la ragione e a giungere in uno stato di morte apparente, da cui poi essi rinascevano a nuova vita. Ecco perché le fiabe assumono anche il valore simbolico di un viaggio nel regno della morte.
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