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L'iniziazione simbolica in Pinocchio






Abbiamo visto come sia oramai entrato nella mentalità comune degli studiosi quella di considerare la Fiaba come una riproposizione in chiave letteraria di riti iniziatici primitivi.

Parliamo ora della Fiaba italiana per antonomasia, il Pinocchio di Carlo Collodi, coacervo di metafore e simboli che hanno fatto scervellare molti interpreti fin dagli esordi. Forse è proprio l'aver usato questo stile simbolico e quindi universalmente comprensibile, ad aver contribuito al suo successo planetario.

Approfondirò le considerazioni presentate in un articolo da Pietro Negri.

E' risaputo che Collodi fosse un assiduo frequentatore dei circoli degli ermetisti toscani. La favola di Pinocchio è infatti densa di simboli che descrivono le tappe della trasformazione della consapevolezza focalizzata sulla soddisfazione dei bisogni (il burattino di legno) nella consapevolezza di sé, mentale e autocritica, che contraddistingue l'individuo che ha cura di sé, del proprio corpo, così come della propria istruzione (il bambino vero).

Pinocchio è un essere naturale, di legno: la sua coscienza è "intagliata" dall'ambiente, dalla cultura e dalla morale di riferimento (Geppetto), ma per diventare un vero individuo, dotato di consapevolezza, di riflessività e di creatività, Pinocchio deve "andare a scuola " e imparare l'abbecedario della natura umana, ovvero i fondamenti della coscienza umana e spirituale.

Il burattino informe, come l'essere che sta per subire l'iniziazione, va inserito nel clan, nella società cui vorrà appartenere: ha bisogno di una trasformazione della sua coscienza e della sua identità. La trama della favola descrive il processo di trasformazione della coscienza primaria nella coscienza di ordine superiore: l'individuo entra nell'ordine nuovo del mondo.

Se si legge la favola a partire da queste considerazioni di fondo si possono cogliere particolari significativi di come avviene questo processo di trasformazione. Ogni essere umano, per propria natura ha l'istinto di disobbedire alle regole codificate dalla società, alle leggi e alle raccomandazioni dei genitori. Soprattutto nell'età adolescienziale c'è un naturale istinto di "rapportarsi" con il mondo in base al proprio modo di sentire che è il fondamento del "principio di individuazione" teorizzato da Jung. L'istinto di vivere, di evolvere, di diventare autonomi, originali e diversi dagli altri, spinge Pinocchio a disobbedire a Geppetto (la coscienza morale della società), a rifuggire dalla coscienza emotiva suscitata dall'anima (il grillo parlante), per ascoltare invece la "voce" proveniente dalla pulsione psichica (il gatto) e dalla propria libido (la volpe).

Questi passaggi "iniziatici" sono comuni a tutti gli uomini e rappresentano il viatico necessario per entrare nella società in cui sono dominanti i principi morali, etici e spirituali. Tuttavia il racconto di Collodi non è così perbenista come potrebbe sembrare. La vicenda di Pinocchio contiene una dura critica al sistema di potere vigente, incapace di educare i "propri figli" alla riflessione, all'autocritica e all'esame di coscienza, al fine di evitare, per quanto possibile, le esperienze spesso traumatiche causate dai cattivi maestri (il gatto e la volpe e i loro sostituti sociali, culturali, politici e pedagogici).

Collodi spedisce Geppetto (la coscienza civile fondata sulla coscienza del padre di famiglia) nel ventre della "Balena", metafora con cui gli alchimisti alludono, sin dai tempi di Giona, all'esame di coscienza. Pinocchio dal canto suo diventa consapevole di inseguire piaceri e godimenti effimeri (le orecchie e la coda di asino) che non soddisfano l'istinto evolutivo dell'anima creativa (il Sè) illuminata da Fata Turchina (Venere Urania). Pinocchio, non diversamente dagli eroi epici, va così alla ricerca del "Vero Padre", metafora della verità che è riposta nella dimensione universale della coscienza evolutiva.

Ogni elemento di questo simbolismo non può essere semplcisticamente inquadrato in un determinato rituale, così come avviene in un articolo che lega Pinocchio alla Massoneria: piuttosto sarà stata la Massoneria ad assumere determinate ritualità da un bagaglio simbolico precedente e universale, in quanto appartenente alla psiche umana.

Pinocchio, prima di rinascere, si getta in mare, metafora dell'alchimia dei sentimenti, e la pelle d'asino che lo ricopre viene mangiata dai pesci, simbolo del processo di trasformazione dei sentimenti particolari (rabbia, ira, egoismo, gelosia..) nei sentimenti individuali (affetti, amore, rispetto, ecc). Attraversando l'oceano di coscienza immaginato dagli alchimisti, Pinocchio incontra, nel "ventre molle" dei maestri spirituali, l'essenza del "Padre" e completa il processo di trasformazione della coscienza conforme alle finalità sociali, nella coscienza dell'individuo finalmente libero (il bambino vero) di pensare con la propria testa, consapevole di sé, delle proprie azioni e di tutto ciò che lo aspetta nel tempo futuro.

L'iniziazione è quindi un processo individuale, verso una maturazione che la persona deve raggiungere autonomamente seguendo determinate regole imposte dalla società ma liberamente accettate.



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