per contattarci | forum | Feed RSS | www.ilportalino.org di Marco Baroncini 
  Pedagogia | Libri | Racconti | Novità | Campi estivi | 
  Home | Ricette | Chi siamo | Pubblicità | Forum | Feed RSS Email | letteratura1 di Marco Baroncini
FUMETTI
Pedagogia e Psicologia
Letteratura
News
Racconto della settimana


Cerca nel sito



Speciale network

Pubblicità su internet
Network nanoeditori indipendenti


Canali news nel network
sugli argomenti

 

La psicologia tra gli anni '40 e gli anni '70 del Novecento. Dalla psiche alla mente

Il cognitivismo

Il cognitivismo, a differenza di altri approcci alla psicologia (strutturalismo, funzionalismo, comportamentismo, scuola storico-culturale) non nasce da un manifesto. In un certo senso nasce in modo opposto: in una confluenza di teorie e metodiche che si riconoscono facenti parte di una solita visione della psicologia. Su basi comuni, su metodiche comuni su principi comuni, quali:

* Principio delle basi neurologiche dei processi psichici: ad ogni processo mentale sottostà un processo neurologico parallelo;
* Principio dello sviluppo: i processi mentali si sviluppano in relazione allo sviluppo ontogenetico della persona;
* Principio del costruttivismo: i processi mentali sono fenomeni attivi e non passivi (come nel comportamentismo), essi percepiscono, filtrano, elaborano, immagazzinano, apprendono, si sviluppano, ricordano ed infine operano sull'ambiente circostante.
* Principio del mentalismo: il termine psiche diviene desueto e "nasce" il termine mente, simbolicamente questo passaggio evidenzia la diversificazione fra una psicologia che ancora guarda alla mente dell'uomo come un'attività essenzialmente di risposta passiva agli stimoli ambientali (tipica di una certa corrente derivante sin da Aristotele, e presente tuttavia in larga parte nella psicologia di quegli anni), e una "nuova" psicologia cognitiva che guarda all'essere umano come portatore attivo di modificazioni sull'ambiente esterno mediante script e piani presenti nei processi mentali stessi. Da notare anche il passaggio terminologico: da funzioni psichiche, la mente che funziona in risposta all'ambiente esterno, a processi mentali, la mente che elabora le informazioni ambientali basandosi su piani e strutture atte alla risoluzione di problemi.
* Principio dell'elaborazione dell'informazione: gli stimoli ambientali sono paragonabili ad input informativi che, entrando nei processi mentali, vengono elaborati (attenzione, percezione, memoria, ecc. sono tutti processi elaborativi dell'informazione, a questo punto), ed in fine si ha il termine dell'elaborazione nella messa in atto del comportamento.
* Principio della simulazione: i cognitivisti guardano al computer per avere una modello equipollente della mente dell'uomo. In esso ravvisano i principi qui esposti (compreso quello dello sviluppo, se si vuole sviluppo filogenico del computer, hardware migliorato e potenziato da una generazione di computer alla seguente, per esempio). Il computer come la mente umana: recepisce input (stimoli dall'esterno), li filtra (attenzione), li salva per una futura rielaborazione (memoria), può risolvere problemi (intelligenza), può dialogare con altri computer (linguaggio), attiva risposte motorie (mette in moto, letteralmente) con stampanti, plotter, proiettori, ecc. ecc. (comportamento manifesto, che manifesta agli altri)

Paul Watzlawick e la psicologia sistemica

La scienza cognitiva

Alla fine degli anni ’70, quando andavano comparendo le prime riflessioni critiche sul cognitivismo, emerse un orientamento nuovo a carattere interdisciplinare, denominato Scienza Cognitiva. Sulla scienza cognitiva confluivano varie discipline interessate allo studio della mente. Era fondamentale il riferimento al calcolatore per differenziare la scienza cognitiva rispetto alle altre linee contemporanee di indagine sui processi cognitivi.

Gardner

Gardner ha caratterizzato la scienza cognitiva sotto 5 aspetti principali:

1. la scienza cognitiva ha per oggetto di ricerca un livello di analisi specifico, non riducibile ad altri livelli o verso il basso, neurofisiologico, o verso l’alto, sociologico. Questo livello è costituito dalle rappresentazioni mentali, da quei processi mentali che organizzano e producono conoscenza: simboli, regole, schemi, immagini.
2. il calcolatore rappresenta il modello di come funziona la mente e serve come strumento per simulare i processi mentali, è un ramo fondamentale della scienza cognitiva.
3. la scienza cognitiva studia i processi cognitivi al di fuori del contesto più generale e globale che caratterizza la mente umana, dai fattori individuali come le emozioni, motivazioni ecc., ai fattori sociali e culturali.
4. la scienza cognitiva è una ricerca interdisciplinare, che include gli apporti della psicologia sperimentale, della linguistica, dell’intelligenza artificiale, dell’antropologia e delle neuroscienze.
5. la scienza cognitiva affronta i problemi della conoscenza (come la mente conosce, quali sono i suoi limiti, ecc.) che sono stati centrali nella storia della filosofia occidentale, dai tempi di Platone e Aristotele fino a oggi.

Essa è quindi la versione contemporanea di una lunga tradizione del pensiero filosofico occidentale. Già alla metà degli anni ’50 si potevano distinguere due orientamenti in questo campo: da una parte, vi erano gli scienziati che realizzavano programmi al calcolatore riferendosi alle operazioni svolte dall’intelligenza umana; dall’altra, gli scienziati che intendevano studiare i processi cognitivi indipendentemente dal sistema fisico che li realizzava, fosse una macchina elettronica come il calcolatore, o una macchina chimica come il cervello. La differenza tra i due orientamenti viene attualmente indicata con la distinzione tra un’intelligenza artificiale dura, hard, che progetta programmi non necessariamente simili a quelli della mente umana e un’intelligenza morbida, soft, che ha per riferimento i processi mentali umani. I contributi di maggiore interesse della scienza cognitiva riguardano la percezione visiva, la rappresentazione della coscienza e l’architettura della mente. Infine, un recentissimo orientamento nella scienza cognitiva si è sviluppato sotto il nome di Connessionismo. La caratteristica principale è il superamento della concezione di calcolatore fondata su un’organizzazione sequenziale della elaborazione dell’informazione (ogni operazione è svolta una dopo l’altra in sequenza, stadio per stadio) e la separazione tra unità centrale di elaborazione e memoria. Per i modelli connessionistici l’elaborazione avviene in parallelo e non vi è un’unità di memoria separata. Le operazioni non sono organizzate in modo gerarchico ma avvengono simultaneamente nelle reti (reti neuronali) di connessioni tra molteplici unità semplici di elaborazione. L’informazione non sarebbe, quindi, localizzata in singole unità, ma sarebbe distribuita secondo un proprio pattern nella rete intera. In anni recenti, la confluenza di neuroscienze e scienza cognitiva ha dato origine al filone di ricerca delle neuroscienze cognitive, nel cui ambito i modelli connessionistici hanno dimostrato in molti casi la loro utile euristicità e coerenza esplicativa.

Il costruttivismo

Un approccio psicologico alternativo al comportamentismo è quello costruttivista. Il costruttivismo, prima che considerare una realtà esterna alla mente, considera le costruzioni mentali con cui essa si adegua alle esperienze percepite. È un approccio filosoficamente rivoluzionario, visto che rifiuta l'idea che ci sia a priori un mondo esterno alla mente.

Originariamente ispirato alle istanze fenomenologiche (Edmund Husserl, Alfred Schutz), è stato rielaborato in psicologia clinica a partire dal lavoro di George Kelly e dei suoi allievi (PCP, Personal Construct Psychology). Il costruttivismo, oltre ad essere un approccio teorico, ha importanti applicazioni cliniche e pedagogiche.

Parallelamente al costruttivismo psicologico, ma a partire da una matrice sociologica, si è sviluppato il sociocostruzionismo, che condivide alcuni assunti del costruttivismo psicologico, ma li declina in un'ottica più sociale.





Commenti e opinioni

Scrivi il tuo commento sulla pagina
'La psicologia tra gli anni '40 e gli anni '70 del Novecento. Dalla psiche alla mente '


Il tuo nome (facoltativo)


Contatti

Per contattare la redazione del sito Letteratura1 scrivere all'indirizzo email barz80@libero.it



Link di approfondimento

psicologia - anni - anni - Novecento - Dalla - psiche - alla - mente -

Link utili per approfondire il tema storia psicologia cognitivismo costruttivismo

Segnala un sito/link di approfondimento
 

Per la Pubblicità internet su questo network

Storia in pillole

Da Darwin a Freud

Lo strutturalismo

Il funzionalismo

Il comportamentismo

La scuola Sovietica
Pavlov e Vigotsky

La scuola Europea
Freud, Adler, Gestalt

La psicologia tra gli anni '40 e gli anni '70 del Novecento.
Dalla psiche alla mente

Carl Gustav Jung

La psicologia in Italia

Fonte: wikipedia.it

Altre pagine
sugli argomenti




Newsletter

letteratura1

Editoriale

Cucina coi bambini

Case Editrici

Elenco Librerie Italia

Elenco Librerie Roma

Elenco Librerie Milano

Elenco Librerie Torino

Elenco Librerie Bologna

Campi Estivi

Musei per ragazzi

Storia Pedagogia

Bignami Psicologia

Facoltà psicologia

Scienze dell'educazione

Wikipedia

Il Mito di Edipo

Morfologia della fiaba

Favole di Esopo

Cinema Pixar

Focus 31/05/2008
La psicologia tra gli anni ´40 e gli anni ´70 del Novecento. Dalla psiche alla mente

Editoriale

SERVIZI SANITARI INFANZIA

CUCINA COI BAMBINI

PORTALI FUMETTI

MUSEI PER BAMBINI

CAMPI ESTIVI

Storia Pedagogia

BIGNAMI PSICOLOGIA

Case Editrici

Libri GRATIS

ELENCO LIBRERIE ITALIA

Elenco Librerie ROMA

Elenco Librerie MILANO

Elenco Librerie TORINO

Elenco Librerie BOLOGNA

Ministero Pubblica Istruzione

Facoltà Psicologia

Scienze dell'educazione

Wikipedia

Siti Utili

SITI MAESTRE

MAESTRA IRREQUIETA

EDIPO

Generi Letterari

Morfologia della fiaba

Le Favole di ESOPO

Il futuro della Pixar

Note Legali: questo sito web è di proprietà di Marco Baroncini a cui va la piena e unica responsabilità dei contenuti testuali e grafici pubblicati sul sito - email barz80@libero.it -
dati e generalità del proprietario del presente dominio sono disponibili pubblicamente presso l'ente internazionale di registrazione domini.
Alcune foto presenti sul sito sono state prese da Internet e quindi valutate di pubblico dominio
Per chiedere la rimozione di foto o contenuti scrivere alla redazione del sito - Il network a cui il sito è affiliato non è responsabile dei contenuti pubblicati sui singoli siti.