La salute mentale dei bambini fino a 7 anni
Depressione, disturbi compulsivo-ossessivi, deficit di attenzione e iperattività: sono sempre piu' diffusi i disturbi psichici nei bambini e nei ragazzi italiani: i problemi di salute mentale riguardano ormai almeno un giovane italiano su sette, e rappresentano la quarta causa di malattia per i bambini europei dopo le cause neonatali, le infezioni respiratorie e le malformazioni congenite.
E' l'allarme lanciato dall'Associazione Culturale Pediatri (Acp) riunita a congresso a Trani. I numeri, illustrati da Maurizio Bonati del Laboratorio per la Salute materno infantile del "Mario Negri" di Milano, parlano chiaro: la sola depressione rappresenta la quinta causa di malattia nei giovani europei con meno di 14 anni, mentre i disturbi depressivi maggiori interessano l'1-3 per cento dei bambini e il 5-8 per cento degli adolescenti. I disturbi compulsivo-ossessivi, dal canto loro, colpiscono l'1-3 per cento della popolazione pediatrica, e in quasi la meta' dei casi persistono anche nell'eta' adulta associandosi ad altre sintomatologie psichiatriche. Il deficit di attenzione e iperattivita' con impulsivita', infine, e' un disturbo comportamentale e relazionale che interessa circa il 2 per cento della popolazione scolare di 6-13 anni. Ma come intervenire nella prevenzione e nella cura? Psicofarmaci o psicoterapia? Di questo si e' parlato nella tavola rotonda "I percorsi diagnostici, terapeutici, assistenziali dei bambini e adolescenti con disturbi psichici": per la gran parte dei disturbi neuropsichiatrici in eta' evolutiva, ha ricordato Alessandro Zuddas, del Centro terapie farmacologiche in Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza di Cagliari, non esistono test diagnostici specifici: nei singoli casi e' spesso necessario valutare, mediante specifici test, il livello cognitivo, l'apprendimento, le capacita' di pianificazione delle attivita' e di autocontrollo, eccetera. "Gli interventi terapeutici - ha spiegato Zuddas - sono finalizzati alla riduzione dei sintomi, alla prevenzione delle complicanze, delle ricadute e della cronicizzazione: si basano sulla conoscenza globale del bambino e del suo ambiente e non si esauriscono in un singolo intervento mirato al sintomo, ma consistono in una serie di interventi psicoeducativi focalizzati sul bambino e anche sulla famiglia e sul suo ambiente di vita, come ad esempio la scuola". Esiste poi, naturalmente, una serie di psicofarmaci (fluvoxamina, sertralina, fluoxetina, atomoxetina e metilfenidato, tra gli altri) utilizzati in eta' pediatrica. Ma a tutt'oggi, avvertono i pediatri, sono ancora insufficienti le conoscenze sul possibile effetto che alcuni psicofarmaci esercitano sul sistema nervoso centrale del bambino. "Abbiamo a disposizione una pletora di farmaci a cui spesso si fa ricorso in modo irrazionale - commenta Bonati - sebbene solo per alcuni vi siano evidenze, comunque scarse, di efficacia e sicurezza nel corso dell'eta' evolutiva e per periodi cronici, come lo sono spesso le malattie mentali. Tuttavia, anche i percorsi diagnostici e assistenziali ("le prese in carico/in cura") dei bambini e delle rispettive famiglie necessitano ancora di adeguati e accurati interventi". - Fonte: Agi/Federfarma
Siamo contrari all'uso di questi psicofarmaci: iniziamo a leggere le fiabe come prima terapia.
Per contattare la redazione del sito Letteratura1 scrivere all'indirizzo email barz80@libero.it