La Sfinge e il suo enigma simbolico
La Sfinge, da simbolo del Cosmo protettivo e guardiano della Saggezza in epoca egizia, si trasforma in epoca greco-latina in mostro inquietante e sanguinario. Perché? Edipo, l'uomo parricida e incestuoso dai "piedi forati" svela l'enigma della Sfinge, rispondendo semplicemente e simbolicamente " o antropos ". La ricerca di Edipo non è altro che il tentativo di continuare a rispondere alla nota domanda primordiale della Sfinge, la cui risposta resta sempre la stessa di allora: l'Uomo.
Alcuni hanno ipotizzato che, nella versione originale della Sfinge, anche la testa doveva essere leonina: la cosa sarebbe del tutto coerente se pensiamo che sfingi di epoca più recente ( di fronte al tempio di Luxor per esempio, ma abbiamo oggi anche l'esempio con la mostra " I faraoni"a Palazzo Grassi a Venezia dove nella prima sala domina la mole di una massiccia sfinge-ariete) hanno interamente le fattezze dell'Ariete. Data la precisione con cui gli Egizi eseguivano le loro opere architettoniche, il rispetto quasi maniacale della corrispondenza tra mondo stellare e terrestre ( la disposizione delle tre Piramidi di Giza simbolo terrestre di Orione per esempio) fanno presumere in effetti che anche e soprattutto la costruzione della Sfinge abbia seguito gli stessi criteri. Tanto più se pensiamo all'eternità, all'inesorabilità del Tempo che la Sfinge stessa rappresentava è quanto meno strano non riconnetterla al movimento stellare e al passaggio delle diverse ere Zodiacali. La Sfinge Egizia è quindi il simbolo dell'Eternità e della Saggezza che sta a guardia in Silenzio ( perché la Sfinge egizia non ha bisogno di parlare) dei grandi sepolcri dei faraoni, è la rappresentante del passaggio da questo nostro mondo a quello dei defunti, è la porta stessa o meglio il Guardiano della soglia tra i due mondi. Il faraone, tanto positivo era il significato della Sfinge, ne disegna il volto con le proprie fattezze, per sempre.
Il Leone, nella sfinge, era il simbolo di un lontano passato e quindi dell'eternità: l'Ariete per gli egizi del tardo impero era il presente, la personificazione stessa del dio e nei loro cuori aveva ormai sostituito l'antico culto del dio Toro Api.
Da simbolo di Eternità e Saggezza di epoca egizia si passa col tempo ad una visione completamente diversa della Sfinge; la Sfinge greca è un mostro terribile, perseguita l'Uomo con enigmi che appaiono irrisolvibili: è l'epoca del Labirinti in cui l'Uomo perde momentaneamente se stesso e soprattutto la strada verso Dio. L'uomo greco, proiettato verso una nuova fase della coscienza, prende i simboli dell'uomo egizio e ne fa dei mostri: il Toro, dio rivelatosi nell'Era del Toro, da simbolo della fecondità che aveva sia in Oriente (epopea di Gilgamesh, Zarathustra ecc.) che nella terra dei Faraoni, diventa in Grecia il Minotauro nel labirinto; i greci ne fanno un simbolo dell'animalità primordiale, dell'uomo che ha ancora la testa, appunto, rivolta al passato.
La Sfinge non è più né un Leone divinizzato né un Ariete , ma diviene una mostruosa sintesi di animali selvaggi, della Bestialità contrapposta all'Animalità sacra e positiva precedente.
Rudolf Steiner, in una conferenza tenuta a Dornach il 20 novembre del 1914, spiega che la Sfinge è in realtà la rappresentazione di quell'essere spirituale che chiamiamo Lucifero: l'uomo egizio, ancora immerso in un'atmosfera dominata da questo essere, ne coglieva in pieno l'aspetto spirituale e positivo: era il signore del Tempo e dell'intelligenza. L'uomo greco, diversamente dall'uomo egizio, inizia a vivere il grande evento evolutivo del formarsi dell'Anima Razionale. Nella coscienza inizia a svilupparsi una facoltà fino ad allora quasi del tutto sconosciuta: il Pensiero, il Logos e diventa capace di astrarre, di ragionare con un'acutezza senza precedenti. Dà vita da una parte alla filosofia, mentre dall'altra va a formare dentro l'anima stessa quello che oggi possiamo definire "il doppio", quella parte di noi con cui dobbiamo fare i conti quotidianamente e che contrasta ( e d'altro canto può rafforzare) il nostro spirito. Nell'epoca greca il cosiddetto doppio era quasi completamente formato da Lucifero: alla Sfinge/Lucifero, narrano le leggende, i greci Tebani erano costretti ad offrire doni assai preziosi per soddisfarne le brame: tali doni erano le proprie stesse vite. Ancora una volta vediamo il simbolo dell'era zodiacale precedente utilizzato nei rituali. La Sfinge non era più l'essere del Silenzio: la Sfinge greca parla, e si esprime per enigmi talmente difficili e complicati da non poter essere risolti; la pena era la vita stessa dell'interrogato.