La trasformazione dell'orso per opera della ragazza
Racconto italiano del XII Secolo
"Avvenne che un'orso dal pelo nerissimo si fosse aggirato nei territori sottoposti ad un duca crudele, seminando terrore non solo tra la gente di campagna, ma anche nelle persone abitanti nei paesi. Per catturarlo si erano mobilitati da molti anni valenti cacciatori e prodi cavalieri, attirati soprattutto dalla lauta ricompensa che il signorotto aveva promesso a chi gli avesse portato ancora grondante di sangue la testa della bestia. Ma tutto era stato inutile. L'animale continuava a percorrere le campagne facendo strage del bestiame e dei frutti degli alberi. Un giorno, mentre la soavissima figlia del duca stava passeggiando nel giardino del castello paterno in compagnia di due giovani serventi, d'improvviso sbucò fuori dagli alberi il feroce animale.
Le due ancelle fuggirono gridando, impaurite dall'aspetto dell'orso.
Ma la giovinetta si drizzò davanti all'orso con coraggio e disse: "Se vuoi sbranare questo corpo vieni pure, ma se anche tu sei un fedele di Gesù Cristo Nostro Signore, vattene da me e non procurare più tormenti a coloro che credono in lui!" A queste parole la bestia si fermò di colpo. Guardò stupito la fanciulla e come per miracolo le disse: "Basterebbe un tuo soavissimo bacio per fermare la mia ira e ridiventare quello che io sono in realtà!"
La fanciulla, stupita e commossa, si avvicinò all'orso e con un forte abbraccio lo baciò dolcemente.
La bestia emise un fortissimo grido, mentre la sua pelliccia per incanto si sciolse come la neve al sole. Ed apparve di fronte alla fanciulla un giovane bello e dai capelli biondi, vestito di un'armatura di colore rosso scintillante. Tra i due sbocciò un amore improvviso, un sentimento che sconfisse ed annullò gli effetti di un malefico sortilegio perpetrato sul giovane.
In effetti questo era figlio di re, condannato da una perfida maga a vivere sotto bestiali sembianze, finché l'amore disinteressato di una vergine devota non l'avesse redento."
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