Le favole di Esopo
Esopo visse nel VI secolo a.C., nell'epoca di Creso e Pisistrato. La sua opera (da cui trasse ispirazione anche l'altro grande scrittore di favole dell'antichità, Fedro) ebbe una grandissima influenza sulla cultura occidentale: le sue favole sono tutt'oggi estremamente popolari e note.
Le favole di Esopo possono essere considerate il modello dei questo genere; la stessa definizione corrente di "favola" è basata principalmente sulla favola esopica, il cui interesse è quello di fornire una morale precisa attraverso un racconto simbolico. Si tratta di componimenti brevi, in genere con personaggi che sono animali personificati. Molte di queste favole sono talmente celebri da aver acquisito nella cultura moderna una funzione esemplare e pedagogica; alcuni esempi sono La volpe e l'uva, La cicala e la formica, Al lupo! Al lupo!, La gallina dalle uova d'oro, Il lupo travestito da agnello. Molte furono anche riadattate da grandi scrittori di fiabe (per esempio Jean de La Fontaine).
Abbiamo detto che le favole di Esopo hanno principalmente uno scopo didascalico ed educativo: nelle narrazioni, assistiamo di continuo a situazioni ispirate a un insegnamento pratico soprattutto con uno sfondo di deterrente morale che si riflette sulla fisicità e sull'emotività dei personaggi. Gli "exempla" di Esopo sono magistrali nella loro piccolezza: riflettono infatti, in situazioni elementari, tutte le caratteristiche della vita reale. L'inganno, la verità, l'apparenza, la stoltezza e l'astuzia: queste caratteristiche astratte sono esposte di frequente in Esopo, ma tutte in correlazione con la morale finale, con un fine educativo.
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