Martin Mystère - Il detective dell'impossibile
Martin Mystère, soprannominato il Detective dell'Impossibile, è protagonista dal 1982 di numerose collane di albi a fumetti pubblicate in Italia da Sergio Bonelli Editore. Ideato da Alfredo Castelli e realizzato graficamente da Giancarlo Alessandrini, il Detective dell'impossibile indaga sui molti misteri non risolti quali Atlantide e altri luoghi mitici e leggendari, UFO, parapsicologia, enigmi della storia, dell'archeologia, della scienza.
Martin Mystère viene tradotto in varie lingue e pubblicato in molte nazioni, a volte ribattezzando il personaggio con altri nomi, come ad esempio Martin Mystery negli USA e Allan Dark in Germania.
Il fumetto di Martin Mystère è considerato il punto di passaggio tra le serie classiche della Bonelli (Tex, Zagor, Mister No) e quelle del nuovo corso (Dylan Dog, Nick Raider, Nathan Never), sia per le tematiche trattate che per aver aperto la strada a nuove iniziative di carattere editoriale. Martin Mystère ha messo in crisi la tradizionale divisione della critica tra pubblicazioni cosiddette di prestigio e popolari, tra fumetto d'autore e fumetto seriale.
Martin Mystère è uno studioso che si occupa in maniera scientifica di fatti apparentemente "impossibili", ritenuti inspiegabili dalla scienza ufficiale e facilmente rimossi. Una caratteristica che lo differenzia dalla maggior parte degli eroi di fumetti (con l'esclusione di Valentina di Crepax e di Dick Tracy di Chester Gould) è quella di invecchiare. Il professor Martin Jacques Mystère, che vive a New York a Washington Mews, segue infatti lo stesso continuum spazio-temporale del lettore. Rimanendo indubbiamente la stessa persona, Mystère in oltre 20 anni è invecchiato e si è trasformato nel BVZM (il Buon Vecchio Zio Marty).
Da giovane ricercatore che si gettava allegramente, in piena notte, con il deltaplano dalle alte rupi di inviolati monasteri greci, tenendo in tasca un'antica arma paralizzante proveniente dal perduto continente di Mu, attualmente Mystère passa più tempo davanti al suo fido Macintosh per preparare (in perenne ritardo) il prossimo libro e soprattutto le puntate del suo programma televisivo, "I Misteri di Mystère" che riscuote un discreto successo, tanto da permettergli di finanziare gli avventurosi viaggi ma anzitutto l'acquisto di libri per la sua straripante biblioteca.
L'avventura per il Detective dell'Impossibile è, prima di tutto, una nuova esperienza della mente. Che si tratti di portare alla luce testimonianze di civiltà dimenticate, di scoprire perché un antico villaggio in Francia è abitato da licantropi, di lottare contro gli spietati Uomini in Nero che vorrebbero distruggere ogni traccia del nostro remoto passato, Martin Mystère guida il lettore alla incessante scoperta di bellezze artistiche, di culture raffinate e poco note, di luoghi incantati e interessanti curiosità archeologiche. Il tutto documentato in modo quasi maniacale dagli autori.
Una versione robotica di Martin Mystère (che pur avendo avuto sia la possibilità di ottenere un corpo biologico, sia quella di sostituirsi al Martin Mystere del passato, ha preferito rinunciarvi) vive nello stesso universo di Legs Weaver e Nathan Never.
Martin Mystère può essere considerato l'evoluzione di un altro personaggio, chiamato Allan Quatermain, scritto nel 1975 sempre da Alfredo Castelli e illustrato da Fabrizio Busticchi. Il nome derivava dallo scopritore delle Miniere di re Salomone nel romanzo di Henry Rider Haggard, e si può definire come una "prova generale" delle idee su cui si baserà Mystère. La serie venne inizialmente presentata al Il Giornalino delle Edizioni Paoline che però la rifiutò. Nel 1978 il settimanale SuperGulp, edito da Mondadori, ne iniziò la pubblicazione.
Quatermain, nipote del protagonista de Le miniere di re Salomone, inizia la sua avventura indagando su una misteriosa sfera proveniente dallo Yucatan insieme a un uomo di Neanderthal di nome Java e alla fidanzata Beatrice. La similitudine continua anche sulla pistola a raggi, "vecchia di quindicimila anni". La serie, poi sospesa a causa della chiusura di SuperGulp, nel 1980 venne proposta con qualche modifica (per esempio il nome e l'aspetto del protagonista e della sua compagna) alla Sergio Bonelli Editore (allora "Daim Press"), che accettò di pubblicarla.
In un singolare incontro (quasi un crossover), nel corso delle sue avventure Mystère si imbatte nel suo "predecessore" Quatermain sotto forma di fumetto, quando si trova ad indagare sulla misteriosa morte del disegnatore del fumetto stesso e delle origini di Java (n. 112 - Allan Quatermain, luglio 1991; n. 113 - Java contro Java, agosto 1991).
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