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Marvel Comics

Era il 1939 quando, a New York, Frank Torpey, editore, decise di dare alle stampe una pubblicazione a fumetti dal nome Motion Picture Funnies Weekly. La rivista, però, non ebbe un grande successo: uscì, infatti, solo quel primo numero, al cui interno c'era una storia di otto pagine, realizzata da William Blake Everett, il cui protagonista era un superuomo in costume da bagno, con le orecchie a punta, principe della città sommersa di Atlantide e nemico giurato del mondo di superficie. Si trattava del Principe Namor, meglio noto come Sub-Mariner. L'iniziativa, però, non passò completamente inosservata. In quel periodo, infatti, un altro editore, Martin Goodman, proprietario della Western Fiction Publishing, che stava proponendo ai lettori americani una serie di riviste sportive, ludiche, sul cinema e la narrativa e che aveva intenzione di proporre anche una rivista a fumetti. Goodman, colpito dall'iniziativa, contattò Torpey, per rilevare la sua attività: prese tutto il materiale da lui prodotto e riprese la pubblicazione della sua rivista, che questa volta cambiò nome, divenendo Marvel Comics: era il 31 agosto del 1939 e il marchio sotto cui usciva questa storica rivista era Timely Comics.

Per molti anni a seguire questo fu il marchio che presentava i fumetti editi da Goodman, che presentava il già citato Sub-Mariner, affiancato dal bislacco Angel, dal selvaggio Ka-Zar, dall'androide Torcia Umana, in grado di infiammare la parte esterna del suo corpo. A questi, successivamente, si affiancò Capitan America e quindi altri personaggi minori, ma ancora non si poteva parlare del vero e proprio Universo Marvel.

La cosa accadde alcuni anni dopo: un nipote acquisito di Goodman, un certo Stanley Lieber, iniziò a lavorare per lo zio, dapprima come galoppino per i cartoonist che lavoravano alla Timely, quindi come scrittore delle storie, dapprima con lo pseudonimo di Lee Nats, quindi con il nome con cui tutti oggi lo conoscono: Stan Lee. Il sempre sorridente Lee arrivò, quindi, anche a dirigere l'azienda dello zio, che sotto le sue capaci mani prima divenne la Atlas Comics e quindi, nel 1961, Marvel Comics. Fu anche il periodo in cui, soprattutto insieme a Jack Kirby, creò la maggior parte dei personaggi che popolano questo fittizio universo narrativo.

Dal simbolo dell'azienda, l'Uomo Ragno, a Hulk, Devil e gli X-Men, senza dimenticare i Fantastici Quattro, il cui primo numero viene anche fatto coincidere con l'inizio ufficiale dell'Universo Marvel propriamente inteso: inizia così anche la così detta Silver Age dei comic, che riportò di moda i supereroi, caduti in disgrazia alcuni anni prima a causa della crociata di Fredric Wertham, che in pratica pose fine alla gloriosa Golden Age, l'epoca d'oro.

Negli anni settanta la Marvel comincia a pubblicare altri tipi di fumetti come il fantasy di Conan il Barbaro, quelli horror (con titoli quali Man-Thing, La Tomba di Dracula e Ghost Rider) e di arti marziali (con la serie Shang-Chi) cercando di uscire dalla crisi che stava attanagliando il mercato americano.

Nel decennio successivo sotto l'egida di Jim Shooter la casa editrice entra in una nuova fase di rinnovamento artistico pubblicando opere rivoluzionarie come il Devil di Frank Miller o l'Hulk di Peter David. Inoltre viene creata la Epic Comics una divisione creator owned in cui gli autori potevano sperimentare storie diverse dai soliti canoni dell'avventura supereroistica più vicina ai canoni europei e i cui diritti rimanevano ai legittimi creatori.

Con l'arrivo degli anni novanta la Marvel viene acquistata dal miliardario Ron Perlman e passa dai 5 milioni di copie degli X-Men di Jim Lee alla chiusura di decine e decine di testate in pochi mesi (spesso di durata effimera come la linea futuristica Marvel 2099 e la linea Ultraverse), sotto la criticata gestione di Tom DeFalco prima e di Bob Harras che non riescono ad entrare in sintonia con i nuovi gusti del pubblico abituato ai manga e ai nuovi fumetti pubblicati dalla Image Comics.

Oggi la Marvel, dopo aver sfiorato il fallimento nel 1999, fa parte di un grande colosso industriale nel campo dell'intrattenimento e continua a pubblicare albi a fumetti con i suoi eroi più importanti, ben gestita dall'editor-in-chief Joe Quesada, ex-cartoonist indipendente, che ha anche varato diverse nuove iniziative editoriali come l'universo Ultimate, dove sono presentate delle versioni rinnovate degli eroi classici, o il Marvel Manga, dove gli eroi Marvel sono interpretati in chiave manga da artisti che hanno acquisito uno stile simile a quello giapponese. Ha poi partecipato, come cartoonist, al varo della linea editoriale Marvel Knights, nata per realizzare storie di supereroi senza i limiti imposti dal Comics Code Authority, che è stato in seguito totalmente abbandonato su tutte le testate Marvel in favore di un sistema interno di valutazione degli albi, e quindi la linea Max Comics, dove vengono convogliate tutte le iniziative più violente della casa editrice di New York.

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