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Nathan Never - la fantascienza a fumetti

Nathan Never è stato il primo fumetto della Bonelli di genere fantascientifico. Ideato da Michele Medda, Antonio Serra e Bepi Vigna, ha esordito in edicola nel 1991 con un albo intitolato Agente Speciale Alfa che aveva per tema le tre leggi della robotica di Asimov.
Michele Medda, Antonio Serra e Bepi Vigna (sopranominati "la banda dei sardi" o "il trio dei sardi"), che collaborano con la Bonelli dal 1985, avendo realizzanto alcune storie per Martin Mystere e Dylan Dog, propongono alla casa editrice il progetto per un fumetto fantascentifico su cui stavano lavorando da alcuni anni. La realizzazione del fumetto viene approvata dalla Bonelli il 11 novembre 1989 e il primo numero vedrà la luce dell'edicola nel giugno 1991.

Inizialmente il nome scelto per la serie (e per il personaggio principale) doveva essere Nathan Nemo, ma poi venne rinominato in Nathan Never su suggerimento di Alfredo Castelli. Nemo rimarrà sia il nome in codice di Nathan nelle comunicazioni con l'Agenzia Alfa, sia il nome assunto dal suo clone nelle storie ambientate in uno dei possibili futuri. La caratterizzazione grafica preliminare verrà affidata Dante Bastianoni e Claudio Castellini (che diverrà il copertinista della serie).
Il personaggio di Nathan Never è ispirato a Rick Deckard, il protagonista del film Blade Runner, del quale il fumetto condivide, almeno in un primo tempo, la visione di futuro cinica e pessimista e il cupo scenario urbano. Personaggi ricorrenti della serie sono il genio dei computer polacco Sigmund Baginov e la prima agente Alfa, Legs Weaver.

La novità maggiore portata da Nathan Never all'interno della produzione bonelliana è data dalla stretta continuity di impostazione statunitense della serie. Medda, Serra e Vigna, infatti, hanno impostato l'intera serie come un insieme coerente di albi, in cui gli eventi narrati in un albo vanno a modificare l'intero universo narrativo di Nathan Never, e le cui conseguenze sono narrate negli episodi successivi. Le linee guida della prima cinquantina di numeri (segnatamente la saga degli ultra sapiens, alla quale rimandavano gran parte degli albi) erano infatti state tracciate prima dell'uscita nelle edicole del primo numero. Tale caratteristica è rimasta nella serie, e si può dire che abbia fatto da apripista ad altre serie Bonelli con forti elementi di continuity.
Come in molti cartoni animati giapponesi trasmessi in Italia a partire dal 1979 (Gundam, Astrorobot Contatto Y, Space Robot, Voltron, Daltanious, Tekkaman etc ), anche gli albi di Nathan Never presentano una struttura classica dei personaggi, di solito strutturata su 5 personaggi base.

Lui, personaggio principale, l'eroe: Nathan
Lei, il personaggio femminile: Legs
L'altro, un soggetto che pur appoggiando l'eroe, a volte entra in competizione, Andy Havillard
Il sapientino, di solito un soggetto di corporatura minuta portato per la scienza e le tecnologie, Sigmund Baginov
Il forte, un soggetto dalla corporatura imponente: il mutato Branko, figura inizialmente ricoperta da Jack O'Ryan.

Nathan è raffigurato come un piacente uomo di 40-45 anni dal fisico scolpito, basette appuntite, barba di tregiorni e capelli bianchi (questi ultimi causati dallo shock di aver visto la moglie trucidata da uno psicopatico). Legs è addirittura "ringiovanita" passando da una matura e mascolina quarantenne dei primi numeri ad una graziosa trentenne dalle guance paffute. Gli agenti Alfa maschi, con eccezione di Al Goodman e Sigmund Baginov, sono alti, palestrati, senza un filo di pancia, con addominali e bicipiti da fare invidia ad un culturista, mentre le agenti Alfa femmine sono belle e prosperose. I personaggi sono quindi ben saldi nel solco degli stereotipi classici a cui ci hanno abituato i fumetti dei supereroi di matrice statunitense, uno per tutti la Marvel Comics.

Gli altri

Il capo, Solomon Darver
I buoni "a perdere", sono personaggi comprimari "sacrificabili", cioè non abbastanza importanti per non morire durante le storie, come le tre gemelle Ross o Luke, per esempio.
I buoni "di supporto", sono personaggi comprimari minori: per esempio l'avvocato freelance (Olivia Holling), il meccanico dell'Agenzia Alfa (Mendoza), il pilota di Shuttle (Jerry Lone) e tutti gli altri che fanno da "contorno". Sono personaggi che servono a riempire e completare la struttura delle storie di Nathan Never: pur comparendo raramente e con compiti di contorno, sono a volte elevati a protagonisti di un albo oppure si rivelano determinanti per salvare l'eroe o sbloccare una situazione altrimenti destinata al fallimento.
I cattivi, a differenza dei Cartoni animati giapponesi dove i cattivi sono sempre gli stessi (esercito alieno invasore) qui i cattivi durano qualche anno per poi essere sostituiti dopo un certo numero di albi. Fatta eccezione per Mister Alfa il quale costituisce una minaccia costante.

Dopo il n. 100 il fumetto di Nathan Never subisce un pesante restyling, principalmente ad opera di Stefano Vietti, il quale eredita la gestione della testata dai tre Sardi (Medda, Serra e Vigna) che l'avevano ideata. La ricostruzione inizia con una serie di albi chiamata saga Alfa. Vietti interviene in modo aggressivo, sostituisce Reiser con una sua "copia anziana", l'enigmatico Solomon Darver, introduce alcuni nuovi agenti Alfa, elimina il vecchio nemico Aristotele Skotos, impone il nuovo cattivo della serie, Mister Alfa, ricostruendo Nathan Never dalle sue fondamenta.

A concludere questo rimaneggiamento vi è una lunga serie dedicata alla guerra tra la Terra e le stazioni orbitanti, che termina con una tragedia finale che trasforma la città in cui si muove Nathan Never in uno scenario post-apocalittico, un luogo oscuro e pieno di disperazione simile a quella dei primi numeri. Durante la narrazione della guerra sono anche stati eliminati alcuni comprimari, in attesa di inserirne di nuovi, in quello che è, apparentemente, un nuovo inizio per la serie. Nel n. 162 "Dopo l'apocalisse", la narrazione riprende con uno stacco di tre anni dalla fine della guerra.

Il restyling di Nathan Never è stato progettato dai tre creatori che hanno coinvolto nella stesura delle storie uno staff di sceneggiatori di cui facevano parte, oltre Stefano Vietti, anche Alberto Ostini e Stefano Piani. Ogni decisione nodale, quindi anche quelle relative alla "scomparsa" di Reiser e all'avvento di Solomon Darver sono comunque il risultato del lavoro di progettazione di Vigna, Serra e Medda.

Errori
La serie è disseminata di errori tecnici (es: le persone sulla Luna camminano come se fossero sulla Terra, ma ciò non è possibile a causa della differente forza di gravità).

Incongruenze
Ci sono anche errori di continuità, se ne riportano un paio: l'Agenzia Alfa è all'inizio della collana situata al 7° livello della Città, ma negli ultimi numeri, il Palazzo Alfa è sito quasi al livello del mare (si vedano i numeri 195 e seguenti).

Nel numero 130, "la vera storia di Mister Alfa", Mr. Alfa sostiene di essere lui l'ideatore dei Mutati, mentre nel numero 10 di "Agenzia Alfa" si afferma che il progetto dei Mutati è vecchio di almeno un secolo, risalendo addirittura al periodo pre-Catastrofe.

Illogicità
La Città (una sterminata Megalopoli di 200 milioni di abitanti strutturata su sette livelli) è sull'orlo della distruzione alla fine della "saga Skotos": lo shuttle dei nostri eroi atterra sul palazzo di Skotos (sito al settimo livello) e Nathan vede una gigantesca onda, alta quanto il settimo livello stesso che si sta per abbattere sulla Città. Un tale muro d'acqua avrebbe letteralmente spazzato via qualunque cosa, lasciando dietro di sé morte e distruzione: invece i danni appaiono minimi nei numeri seguenti. Insomma, qualunque sia il grado di distruzione che possa subire la Città, dopo pochi numeri essa riprende a vivere come se nulla fosse, pronta ad essere ancora semidistrutta nella "saga" successiva. Un parallelo può essere visto con la Tokyo dei cartoni animati giapponesi anni ottanta, dove la megalopoli veniva attaccata e semidistrutta in ogni puntata dal mostro dei cattivi, ma lucida e splendente la puntata dopo, pronta a essere attaccata di nuovo dal successivo mostro.

fonte wikipedia.it





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