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Scuola, il modello Gelmini: dal grembiule all'impegno dei genitori

Divisa scolastica, ripristino del sette in condotta e maggiore rigore da parte delle famiglie. Ecco come il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini intende "moralizzare" la scuola italiana. Ma non solo. L'inquilino di viale Trastevere non esclude il ritorno agli esami di riparazione, la settimana corta per tutti e il ritorno al maestro unico alla scuola primaria. E ancora: quasi certa la chiusura delle Ssis, i bilanci scolastici verranno pubblicati in rete e per i precariato si preannunciano tempi bui. Durante una intervista radiofonica il ministro Gelmini ha toccato le questioni più spinose della scuola. Vediamole.

Divisa per tutti. "Noto con piacere che molti presidi stanno informando il ministero del fatto che stanno reintroducendo il grembiule", annuncia l'avvocato bresciano che continua: "Anche se mi piacerebbe pensare più all'introduzione della divisa nelle scuole, sul modello di alcune nazioni europee". Secondo il ministro la divisa (il vecchio grembiule) è "un elemento di ordine, uguaglianza e decoro". "Vestirsi nello stesso modo, magari con lo stemma dell'istituto appuntato sulla giacca, suscita un senso di appartenenza e aiuterebbe tante famiglie, oggi in difficoltà a causa della corsa alle griffe. Corsa che comincia proprio fra i banchi di scuola".

Più rigore da parte dei genitori. Se gli insegnanti hanno perso in prestigio è anche colpa dei genitori. "Per rivalutare il ruolo degli insegnanti - spiega la Gelmini - è necessario che i genitori non siano sempre i 'sindacalisti' dei propri figli. Credo che le famiglie non debbano sempre dare ragione ai propri figli o, in qualche modo, fare i sindacalisti dei figli ma debbano creare una collaborazione con gli insegnanti". Una famiglia schierata sempre e comunque dalla parte dei figli "non aiuta il ragazzo". "Anzi crea un cortocircuito - continua - con gli insegnanti e anche un disorientamento. Quindi più rigore sia da parte degli insegnanti che delle famiglie".
Sette in condotta. Per questa ragione, e per evitare o limitare gli atti di bullismo e di vandalismo, già dal prossimo anno scolastico potrebbe ritornare il sette in condotta. Il voto di condotta esiste già ma non ha nessun rilievo ai fini della promozione. Dal prossimo settembre potrebbe non essere più così. "Già da settembre potrebbe tornare il voto di condotta", dichiara il ministro Gelmini che sta lavorando ad "un provvedimento normativo che possa dare agli insegnanti uno strumento importante di valutazione". "Il giudizio complessivo sulla maturità degli studenti - ha spiegato - dipende certo dalle verifiche sulle singole materie, ma anche dai comportamenti". E la cosa norma potrebbe entrare in vigore "fra qualche mese".

Gli esami di riparazione. Dopo la sperimentazione degli studenti "sospesi" potrebbero ritornare gli esami di riparazione veri e propri. "Personalmente - ha detto Gelmini - non mi sono detta contraria agli esami di riparazione, mantenendo comunque il recupero a scuola. In questo modo - ha spiegato - non si grava sulle famiglie perche è corretto che sia la scuola a fornire le ore di insegnamento necessarie per superare le insufficienze senza rivolgersi a insegnanti privati e quindi con un costo per le famiglie".

Settimana corta. Finora, la decisione di svolgere le lezioni fino al venerdì è affidata ai singoli organi collegiali della scuola ma dal prossimo anno la settimana corta potrebbe essere introdotta per tutti. E' questo il pensiero del ministro dell'Istruzione. "Con le modifiche normative che scatteranno da settembre 2009 rivedremo gli orari delle singole materie e dei cicli scolastici. Sarà quella la sede per valutare se lasciare agli studenti il sabato libero, ma mantenendo il tempo pieno, perché credo sia importante per le famiglie". In questo modo il ministro annuncia anche una mezza rivoluzione per i quadri orari di tutti gli ordini di scuola

Il maestro unico. "Mi auguro che non sarà necessario tornare al maestro unico": un insegnante per classe in luogo dei tre insegnanti su due classi. L'esternazione del ministro farà saltare in aria i sindacati della scuola. In effetti, per effettuare il taglio previsto dal decreto legge 112 (87 mila posti in tre anni, più 33 mila previsto dal governo precedente) occorrono interventi strutturali. "Non abbiamo assunto nessuna decisione di tornare al maestro unico. E' chiaro che razionalizzare la rete scolastica impone alcune scelte, ma credo che le elementari siano un ciclo scolastico che funziona, lo dicono anche i dati Ocse-Pisa, e quindi mi auguro che non sarà necessario tornare al maestro unico".

Costo dei libri scolastici e obbligo. La Gelmini si è soffermata anche sul costo dei libri scolastici ricordando che è stato raggiunto un accordo con gli editori, che si sono impegnati a tenere il costo dei libri sotto il tetto dell'inflazione e a rieditarli soltanto se c'è un cambiamento nei contenuti intorno al 30 per cento. Il ministro ha quindi sottolineato la possibilità di scaricare da internet alcuni testi, soprattutto quelli di esercizi. Il ministro ha voluto mettere anche la parola fine sulla querelle politica relativa all'obbligo scolastico. "L'obbligo rimane a 16 anni - ha precisato - abbiamo solo introdotto un emendamento che consente di adempierlo anche attraverso il canale della formazione professionale".

Le Ssis e il precariato. E' armai certo: le Scuole di specializzazione all'insegnamento secondario saranno chiuse e il precariato dovrà in qualche modo terminare. Ma coloro che hanno iniziato la Ssis lo scorso anno potranno concludere. I 12 mila che a settembre inizieranno il secondo anno del IX ciclo sono dunque salvi e per loro, finora esclusi dalle graduatorie dei precari, si accende la speranza: un provvedimento ad hoc per farli inserire in graduatoria. "Non voglio essere responsabile - ha detto il ministro - di distribuire illusioni. Credo sia doveroso mettere uno stop e poi valutare insieme come andare avanti. Intanto coloro che l'anno scorso hanno già iniziato il primo anno delle Ssis, completeranno". E sul problema del precariato la Gelmini attacca la sinistra.

"In passato si sono fatte promesse che poi non sono state mantenute. I ragazzi non hanno certezze di un percorso professionale. La sinistra - dice il ministro - ha continuamente creato precariato. Bisogna fare un'operazione di trasparenza, sono stati immessi solamente 25 mila insegnanti invece dei 150 mila previsti. Il numero delle immissioni diminuisce di anno in anno, a causa delle difficoltà economiche. Occorre rivedere le norme di reclutamento, che vanno cambiate con le parti sociali". Si procederà dunque a nuove regole per il reclutamento dei docenti.

"Per chi non ha ancora iniziato le Ssis - chiarisce il ministro - stiamo pensando invece di reintrodurre il tirocinio. Credo che sia inutile dopo una laurea si debbano fare ulteriori due anni di approfondimento. Forse è meglio introdurre il praticantato di un anno nelle classi". Ma una cosa è quasi certa: niente più precariato nella scuola. "Il sistema - spiega - così non regge e con gli strumenti di oggi non possiamo dare risposte. Va cambiato il reclutamento".

Bilanci scolastici in rete. "Considerata la vicenda dolorosa delle risorse della scuola che vanno diminuendo - dice l'inquilino di Palazzo della Minerva - ho deciso di mettere i bilanci in rete: potranno essere consultati dalla prossima settimana via internet".

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